PERSONE CHE FANNO GHOSTING, ECCO PERCHE’

Ghosting su una chat, quali possono essere le motivazioni?

Di fantasmi ce ne sono tanti, e diversi. Quelli romantici in stile “Ghost”, che tornano dall’aldilà per accompagnare e salutare la propria amata, quelli dispettosi in stile “Ghostbuster” (momento di silenziosa nostalgia per la mia infanzia), quelli inquietanti alla Aghata Christie, che riempiono della propria presenza case e luoghi. Ci sono anche quelli dolcissimi in stile “Casper”:

Mai avuto molta simpatia per i fantasmi. L’occulto può affascinare o inquietare, a me la maggior parte delle volte inquieta. Sei occulto, ecco rimani tale, mi verrebbe da dire.

Potete bene immaginare quanto io ami allora il fenomeno del ghosting, così tanto diffuso nelle chat e nella vita. Mai capitato di vedere qualcuno sparire, anzi direi meglio, svanire? Mai svaniti voi qualche volta? La risposta affermativa è quasi obbligatoria, ahimè. Per quanto mi riguarda in entrambi i casi.

Il ghosting, per chi non lo sapesse, consiste nello sparire, bloccare il proprio partner o il proprio interlocutore, evitando così ogni possibilità di contatto. Oppure lasciare i canali aperti, ma evitare di dare segni di vita, di rispondere a stimoli e messaggi, proprio come se ci fossimo ma fossimo invisibili per una determinata persona. Una pratica che avviene nelle chat, così come nella vita reale, tra partner, amici, conoscenti, e non priva di risvolti dolorosi.

TINDERIANO 1, domenica ore 11: Ciao, come va?

TINDERIANO 1, domenica ore 14: Sarebbe bello un aperitivo, magari dalle tue parti, stasera…

TINDERIANO 1, domenica ore 17: No?

TINDERIANO 1, domenica ore 22: Andato bene il we?

TINDERIANO 1, lunedì ore 14: Hey, ciao! Carina comunque la tua foto profilo! Dove è stata scattata?

TINDERIANO 1, sabato ore 17: Ohhhhh c’è qualcuno lìììì? Ma non ti colleghi? O non ti interessa? Giusto così, per non fare monologhi.

Ecco, questo è un tipico caso di ghosting. Tralasciamo l’insensata insistenza del Tinderiano in questione (true story, I have to say). Il contatto è stato attivato, il match è aperto, ma non c’è modo di attivare una conversazione. Motivo: uno dei due interlocutori (in questo caso io) ha attivato la modalità ghosting. Quasi impossibile tornare indietro.

Può anche capitare che la conversazione sia andata avanti in modo tranquillo per qualche giorno. Arriva un punto che per uno dei due interlocutori è da considerarsi come di svolta: di non ritorno, anzi. Perché dopo quel punto svanirà, sparirà, ci sarà, ma non risponderà più, si renderà totalmente irreperibile. Impossibile o quasi recuperare.

Perché quello è il punto di svolta? I motivi possono essere infiniti.

Qualche esempio:

  • uno dei due interlocutori propone una uscita e l’altra persona non sa come opporre un diniego efficace, credibile, veritiero
  • uno dei due interlocutori si è reso conto che incompatibilità di fondo possono rendere impossibile il sorgere di un sincero interesse.
  • si palesano divergenze di obiettivi nel portare avanti la conoscenza.
  • subentrano o prendono il sopravvento altri fattori esterni alla stessa chat e magari difficili da spiegare (che so, uno dei due ha omesso di essere fidanzato?).

Cosa spinge qualcuno a trasformarsi in un fantasmino? I motivi possono essere anche qui diversi:

  • hai attivato un contatto ma una volta che la persona ti ha contattato ti sei accorto di non essere sufficientemente stimolato per avviare un dialogo
  • hai attivato il contatto ma non ti è piaciuto l’approccio adottato dal tuo interlocutore per avviare una conversazione
  • hai attivato il contatto ma la domanda che ti è stata posta implica una apertura o uno svelamento che non ti senti di avere o dare al momento
  • hai attivato il contatto ma nel frattempo si sono innescate altre dinamiche dentro o fuori la chat che ti fanno ritenere difficile proseguire il contatto
  • hai percepito differenze insanabili nel procedere della conversazione (esempio tu cerchi avventure, l’altra persona vorrebbe conoscerti meglio step by step o viceversa)
  • la conversazione arranca, non avete argomenti comuni
  • ti viene chiesto di uscire, ma non te la senti
  • preferisci che qualche elementi della tua vita personale non emerga nel contesto della chat
  • Altri suggerimenti?

Ma perché fare ghosting?

  • Perché ci sembra un modo più semplice e indolore, meno impattante per noi e per gli altri per dire no
  • perché ci sembra che, senza esplicitare la nostra posizione, questa emerga comunque
  • per evitare di sobbarcarci il peso di un confronto, di una risposta al nostro no, di un vaffanculo magari
  • per non sentire la sofferenza o il dispiacere dell’altra persona e non prendersene la responsabilità
  • perché il rapporto che si è instaurato su una chat non richiede molte spiegazioni o eccessivi coinvolgimenti emotivi
  • perché negare che qualcosa sia successo o che una conversazione sia avvenuta è più facile che ammettere che sia andata male, che non ci sia piaciuta, che sia magari un ennesimo fallimento
  • perché è facile su una chat, essendo già noi senza corpo, fare di sé e degli altri un evanescente, trasparente o semitrasparente fantasma.

Attenzione! Il ghosting non fa bene!

Per chi lo fa: è un evitare di mettersi in gioco, di guardare in faccia i propri limiti, le proprie emozioni, le proprie debolezze.

Per chi lo riceve: meglio un sonoro no che una sparizione che lascia dubbi e perplessità, che apre domande che non possono avere risposte, che innesca una spirale di negatività e cupezza.

Diamo corpo allora alle nostre relazioni interpersonali, su qualunque canale esse siano sviluppate, mettiamoci tutti noi, carne e spirito, ma emozioni prima di tutto!

Ci sarà sempre tempo nell’aldilà per diventare fantasmi e infestare la casa dell’ex partner che ci ha tradito o l’ufficio dove ci hanno schiavizzato per anni (sì, la risata malefica che sentite in sottofondo è la mia).

GHOSTING E MOLTO, MOLTO ALTRO: IN QUESTO ARTICOLO PARLO DEL GLOSSARIO DEL DATING

CHI LA FA L’ASPETTI, STORIA DI UN SONORO GHOSTING

♠ In copertina: “Ghostbusters”, Ivan Reitman, 1984

 

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