TROVARE L’AMORE ONLINE. LA STORIA DI MARCO

Trovare l’amore sulle dating app è possibile?

Vi direi: non chiedetelo a me. Io sono anni che ci bazzico e, pur avendo trovato qualcosa (anche di buono), l’amore no, non rientra nell’elenco.

Quello che so è però che i dati parlano chiaro: sempre più relazioni nascono dalle dating app. Qualcuno ci è pure riuscito, quindi, a trovare l’amore. Casualità, fato, botta di culo? Probabilmente un pizzico di tutto ciò.

Marco, 36 anni, lombardo ma ormai da anni residente in Sicilia, è la prova vivente che tutto quello che scrivo è parola di verità.

  1. Ci siamo conosciuti nel lontano 2014 su Adottaunragazzo e da allora, pur non essendoci mai visti, non l’ho più lasciato andare. Segno che qualcosa di buono le dating app me lo hanno offerto.
  2. È reduce da ben due lunghe e importanti storie nate sul web. Segno che trovare l’amore via chat non sarà per tutti, ma per qualcuno sì.

Due storie nate online e a distanza, in momenti di vita diversi.

Con E. ci siamo conosciuti su Chatta ai tempi dell’Università. Lei stava a Napoli, io ancora in Lombardia. La nostra vita da studenti non rendeva facilissimo il vedersi. Con S. ci siamo incrociati anni dopo su Waplong, all’epoca lavoravo.

Nel periodo precedente l’incontro virtuale con E. ed S., Marco si era applicato con metodo alla ricerca di una possibile partner sessuale sulle chat. Non stava cercando l’amore o una relazione stabile.

Per portare a casa qualche risultato lavoravo sui grandi numeri, mandando messaggi a molte ragazze e facendo selezione dopo avere ricevuto una eventuale risposta. O scatta qualcosa al momento, vedendo una foto, scorrendo una bio, leggendo un nick oppure occorre sparare un po’ a caso.

In entrambi i casi, a offrire la miccia per l’accendersi della conoscenza sono stati i comuni interessi.

E. era su Chatta con il nick MetalNapoli che subito aveva attirato la mia attenzione, rimandando alla comune passione per il genere musicale. Nelle prime conversazioni con S. avevamo scoperto di aver studiato entrambi filosofia, da lì sono nati intensi e appassionati scambi online.

Con S. le cose non sono andate subito lisce.

Cercavo ragazze vicine, per una storia leggera non mi sarei spostato oltre l’ora di viaggio. Eliminavo dalle impostazioni di ricerca i profili geograficamente lontani, avevo già avuto una storia a distanza e sapevo che per me non funzionava granché.

Il profilo di S. però non era rivelatore, da molti punti di vista.

Non aveva la foto del suo viso sul profilo e si era localizzata a Milano. Ho scoperto solo dopo fosse siciliana.

 Più del mistero avvolto attorno al profilo ha potuto però Giambattista Vico.

Ci siamo messi a parlare di filosofia, lì è scattata la prima molla. Ci siamo scambiati il contatto skype ma S. non aveva poi accettato la mia richiesta di collegamento. A quel punto sapevo il suo nome, l’ho cercata su facebook. Dopo una settimana ha accettato la mia amicizia.

Da lì in avanti è stato un crescendo.

La complicità è cresciuta grazie alla nostra comune passione. Durante la chat ci sono stati dei precisi momenti in cui ci siamo sentiti coinvolti, appassionati. Sono quei momenti in cui dal vivo, magari davanti a un tramonto, o dopo un momento di forte condivisione, baceresti una ragazza.

Come vivere quei momenti su una chat?

Ecco, nella chat percepivo quei momenti e da parte mia li assecondavo, cercando di andare anche oltre, sempre più in profondità. Stavo nel momento, lo vivevo e trovavo il coraggio di andare un passo oltre. Se fai qualcosa succede, se non fai nulla resti fermo.  

Intesa, condivisione, volontà di conoscersi, di aprirsi all’altro, di venirsi incontro, di scoprire nuovi punti di contatto. Anche su una dating app è possibile.

Entrambe sono state conoscenze portate avanti lentamente, attraverso conversazioni online e poi al telefono. Insieme abbiamo costruito un nostro modo di essere e poi è nato un sentimento reciproco.

Con E. e S. la conoscenza è proseguita ferma e costante, supportata dalla volontà di entrambi.

Siamo passati a sentirci anche al telefono, ad acquisire familiarità con la voce dell’altro, con il suo modo di parlare, ridere e scherzare. A sentirlo sempre più vicino, attraverso i sensi. C’è stato un investimento nella conoscenza.

Poi l’incontro dal vivo.

La prima fase è sempre straniante: da una parte c’è l’idea che hai della persona, un modello costruito mentalmente, dall’altra la persona in carne e ossa. Ecco, occorre fare una sintesi tra idea e realtà. Mi stupivo durante i primi appuntamenti a guardare anche ai particolari, un orecchino, un modo di gesticolare. Molto dipende anche dai dati a disposizione prima dell’incontro, ad esempio la quantità di foto viste. Dopo lo straniamento iniziale subentra una rilassatezza, un senso di familiarità.

 Guardando al vissuto, il bilancio è positivo.

Sono state due belle storie d’amore, in entrambi i casi ho trovato la persona giusta per quel preciso momento della mia vita.

Cosa è cambiato negli ultimi anni nell’approccio attraverso le dating app?

Ora tutto è molto più veloce. Oggi non ci si sente più al telefono prima di vedersi, non ci si scambia quasi neanche il numero. Dalla dating app si passa direttamente all’incontro dal vivo. Bisogna battere il ferro finché è caldo, è vero, una volta però rimaneva caldo un po’ più a lungo. Ora nel giro di mezz’ora si raffredda. L’attenzione da dedicare a una persona è sempre più breve. Qualche anno fa nessuno ti dava subito appuntamento, ora sto notando che le ragazze si sentono più sicure nell’affrontare un incontro, anche dopo poche battute scambiate su una chat.

Una velocità di azione e reazione che porta con sé anche una maggiore difficoltà nel soffermarsi e nell’approfondire. Non importa chi ci si trova di fronte, l’importante spesso è suscitare la reazione che ci si attende, di qualunque genere essa sia. Se quella non arriva, be’ ci si può sempre giocare la carta successiva. Tutto molto semplice, tutto molto veloce, tutto molto superficiale. 

Tutti si sono buttati sui social, la cosa sta diventando selvaggia, vige la regola della velocità, una persona parla con te, nel frattempo sta rispondendo ad altri quattro e organizzando un incontro con il quinto.

Dopo la fine della storia con S., per vivere la quale si è trasferito dal profondo Nord al profondo Sud Italia, Marco sta provando a scoprire e a far scoprire alle donne il piacere di un approccio dal vivo.

Molte ragazze desiderano che qualcuno le si avvicini. Vorrebbero conoscere persone nuove anche nella propria quotidianità, mentre stanno prendendo un cappuccino al bar o rilassandosi in spiaggia. Purtroppo questo non accade più. Gli approcci sono sempre intermediati. Per me approcciare dal vivo è anche un modo per cercare di superare i limiti che mi sono sempre posto. Sto cercando di andare oltre quelle barriere, di mostrarmi tranquillo, di essere nel momento, senza bisogno di dimostrare nulla, ad esempio guardando negli occhi una donna sconosciuta incrociata per caso, tra le mille cose della vita di tutti i giorni.

Domande, curiosità per Marco che fa anche il consulente in ambito filosofico? Lo trovate anche su Instagram @startismo_di_marco_ceppi

E voi, pensate possa nascere qualcosa di interessante da un incontro generato da una dating app? Avete avuto esperienza di storie, amicizie, relazioni nate online?

♠ In copertina: “Black Mirror – Hang the Dj”, Timothy Van Patten, 2017.

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