SE TINDER NON VA IN VACANZA…

Avete presente quel film con Kate Winslet e Cameron Diaz? Quello in cui due donne, diverse per carattere, stili di vita, lavoro, possibilità economiche decidono di mollare tutto e di scambiarsi, almeno per una vacanza, casa e, quindi, un po’ anche vita?

“L’amore non va in vacanza”, sì, proprio quello!

Amanda (Cameron Diaz) vive a Los Angeles, dirige una società che realizza trailer cinematografici, è sicura di sé, dinamica, intraprendente. Iris (Kate Winslet) vive in Inghilterra, è una giornalista timida, insicura, sognatrice. È quasi Natale e, dopo l’ennesima tranvata sentimentale, entrambe decidono che basta, è ora di cambiare vita, ovvero casa, a migliaia di chilometri dalla propria. 

“I viaggi finiscono laddove si incontrano gli amanti”, racconta Shakespeare, e ricorda la pellicola. Il viaggio per Amanda e Iris finisce quando incontrano rispettivamente Jude Law e Jack Black, ma soprattutto quando riscoprono sé stesse. Tutto il resto non è più (solo) un viaggio, è il viaggio della vita.

Mi sono, dunque, trasferita in Usa nella megavilla di una produttrice cinematografica e sulla mia strada ho incontrato uno dei fantasmagorici uomini della mia vita? Ho ceduto il mio miniappartamento mansardato a una svedese bonazza che ha conosciuto il fratello che non ho e se ne è innamorata?

Nulla di tutto questo (per mia sfortuna). Oggi però vi parlo di momentanei cambi di domicilio, di viaggi, vacanze e… di Tinder of course.

Cosa succede quando andiamo in vacanza? Come sfruttare le potenzialità del mezzo per conoscere qualcuno di interessante e passare qualche momento piacevole? 

Lo scorso anno per agosto non ho volutamente organizzato nulla di significativo. Non avevo testa di pensare a nulla. Il mio obiettivo era solo quello di spostarmi da qualche parte vicino al mare e provare a fare finta di vivere un po’ la vita di qualcun altro.

Come? Piazzandomici in casa. In questo Airbnb mi è stato di grande supporto, devo ammetterlo. Nonostante mi sia attivata con enorme ritardo ho trovato un appartamento praticamente sul mare. Un appartamento non da casa vacanze, ma da vita vissuta, la cui proprietaria se ne è privata per un paio di settimane per fare posto a me. Insomma, proprio quello che cercavo.

Veniamo a noi però, e all’argomento clou dell’articolo. In vacanza con Tinder… cosa succede?

Stavo usando la app con estrema moderazione in quel periodo. Con estrema calma ho fatto, quindi, qualche ricerca tra i profili e messo qualche sparuto like, iniziando a vedere qualche match. L’idea era quella di conoscere virtualmente (e poi chissà) qualche indigeno, farsi due chiacchiere, conoscere tramite loro anche qualcosa in più del luogo in cui stavo soggiornando.

Come solito accadere, la maggior parte dei match è rimasta silente dopo lo stabilirsi della connessione.

Per un paio di giorni ho chattato con un tizio che però non mi ha convinto. Motivo? Pochi elementi, come al solito, ma validi per inquadrare una persona. Dite impossibile?

TINDERIANO > Mai stata in barca a vela? Dovresti provare, è davvero bello…

BETTA > Caspita, sai che non ci sono mai stata? Però mi piacerebbe, un’esperienza da provare.

TINDERIANO > Potresti noleggiare una barca e farti un giro…

BETTA > Sì, potrebbe essere un’idea… anche se da sola, i costi temo siano proibitivi.

TINDERIANO> Bè ma tu cerca, di persone che affittano ce ne sono… al massimo vengo io con te…

Ecco, da uno che vive da una vita a due passi dal mare e che sul suo profilo ha tutte foto in barca mi aspetterei qualcosa in più. Non in termini economici, ci mancherebbe altro, ma di disponibilità e di generosità di informazioni sì.

È sempre dai particolari che si trae una idea generale sulla persona che c’è dall’altra parte. Sta di fatto, che da questo (e da altri particolari), l’approccio di questa persona non mi aveva stimolato a proseguire una conoscenza, dandomi una sensazione di scarsa affidabilità.

Altro giro, altra corsa.

Ciao, come va? Sei di Castellammare? Ti racconto un po’ di me. Ho 33 anni, vivo a Castellammare, lavoro in una compagnia marittima e mi piace moltissimo andare in moto. Mi piacerebbe raccontarti di più davanti a un buon bicchiere di vino.

Ecco, reputo questo approccio carino, ma ‘leggermente’ frettoloso. Vabbè che il tempo che ho, che abbiamo, è limitato, però da così pochi elementi non me la sentirei di prendere la decisione di uscire con uno sconosciuto.

Non è sempre andata così maluccio, negli ultimi giorni di permanenza ho iniziato a chattare con Gabriele. Non c’è stato bisogno di molto per capire che sarebbe valsa la pena incontrarlo, anche solo per una chiacchierata. Il desiderio di conoscersi per fare due chiacchiere tranquille e trascorrere un pomeriggio diverso dai soliti era reciproco.

Perché Gabriele sì e gli altri no?

LE FOTO

Si è presentato in diversi contesti, mare, montagna, città, piscina, spiaggia, sempre molto sorridente, negli occhi e nella bocca, e in modalità estremamente easy.

LA DESCRIZIONE

Alcune parole chiave come sorridere, sport, vivere, libertà, divertirsi, accompagnate da emoticon. Semplice, sintetico, ma anche efficace.

PROFILO INSTAGRAM

Una conferma. Non molto aggiornato, ma i cui contenuti rispecchiavano quanto detto sopra.

IL MESSAGGIO DI APPROCCIO

“Ho una disinteressata curiosità (omaggio al mio amore per l’ossimoro) di sapere quale sarebbe la tua idea di conversazione di valore… in ogni caso anche a me piacciono tramonto e crepuscolo, ma anche le notti stellate o quelle di plenilunio. Ogni ora ha il suo fascino… come ogni persona è da scoprire. Piacere di conoscerti!”.

Un contenuto che mi/ci porta già in medias res, che salta i lunghi preamboli e approcci iniziali, educati e cortesi magari… ma che fanno perdere tempo, e che si collega in più punti a quanto avevo scritto nella mia descrizione.

I MESSAGGI SUCCESSIVI

Non molti, ma carichi di alcuni elementi per me significativi per capire che avevo di fronte una persona che aveva piacere di ascoltare e di raccontarsi.

Qualche esempio:

 So che può sembrare banale ma amo la mia terra, il mare è il mio elemento… potrei parlarne per ore e mi piace tutto ciò che ne ha a che fare. Se parti sabato mi sa che non potrò annoiarti con curiosità e leggende… peccato! Vieni spesso in zona? Io qualche anno fa salivo nei weekend a Milano per un corso, ma ormai l’ho concluso.

È bella la passeggiata, ma non c’è marciapiede, attenta ai veicoli (che comunque vanno piano). Magari domani potrei essere da quelle parti: volevo riprendere un po’ la bici per percorsi un po’ più lunghi.

Ci sono tanti luoghi comuni sulle professioni… un mestiere non ti incasella… comunque effettivamente non corrispondo al prototipo di avvocato!

Risultato? Ci siamo visti il mio ultimo pomeriggio di permanenza. L’incontro è stato in linea con le mie aspettative. Nessun colpo di fulmine, né da una parte né dall’altra. Nulla di simile per la verità. Ma un pomeriggio ultra-piacevole in cui ho chiacchierato con una persona che ha avuto il piacere di raccontare di sé e della propria terra e di ascoltare qualcosa da me. Uno scambio di pensieri, aneddoti, vite, sguardi, risate, che mi è piaciuto e che ha dato valore a quel pomeriggio e anche un po’ a tutto il resto della mia vacanza-viaggio.

Diciamo che per quanto mi riguarda: l’amore un po’ se ne è andato in vacanza (tornerai prima o poi?), ma Tinder no!

♠ In copertina: L’amore non va in vacanza (The Holiday), Nancy Meyers, 2006.

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