RITRATTO DELL’UOMO IDEALE, OPPURE NO?

Esiste l’uomo ideale? Quali caratteristiche deve avere un uomo per essere giusto per noi?

“Da piccola guardavo western e amavo Charles Bronson. Il mio uomo ideale ha gli occhi scuri e una armonica a bocca”. Per un lungo periodo questa è stata parte della mia descrizione su alcune dating app.

Volevo dare una indicazione di ‘ideale’, di prototipo per me ispirante e a cui mi sarebbe piaciuto aspirare. Tutto vero del resto. Il mio immaginario infantile è stato pesantemente influenzato dalla visione della “Trilogia del dollaro” di Sergio Leone, ma soprattutto del mio western preferito in assoluto, “C’era una volta il west”.

Insomma, passati circa una trentina d’anni mi aspettavo ancora che l’uomo ‘ideale’ si sarebbe palesato nella mia vita, introdotto dal suono fuori scena di una armonica a bocca, un po’ come accadeva nel film di Leone con il personaggio interpretato da Bronson, Harmonica appunto.

Non so bene come mai, ma effettivamente avevo un autentico debole per l’attore americano. Ricordo nitidamente che alle elementari mi ero costruita un poster da appendere in cameretta, una sorta di composito santino (davo già segni di comportamento ossessivo-compulsivo), un collage che univa una serie di foto in bianco e nero dell’attore, ritagliate da giornali. E di fronte a questo pregavo e bruciavo incensi… bè dai non esageriamo!

Lunga lunghissima premessa… per dire cosa?

Di quanto fossi stata sciocca a presentarmi con quella frase inutile, di quanto sia inutile porsi obiettivi predefiniti e disegnare l’immagine di un ‘ideale’. Tra l’altro Bronson aveva gli occhi chiarissimi, non scuri, per cui… avevo pure disegnato male!

Sappiamo chi stiamo cercando? Vale la pena disegnare o provare a disegnare l’immagine di un fantomatico principe azzurro (ma chi lo vorrebbe poi)?

L’uomo ideale non esiste. O per lo meno ne esistono tanti diversi. Tanti quante le persone che abitano nel globo terracqueo, tanti quanti ciascuno di noi è, è stato, sarà nella propria vita. Insomma, tanti. 

L’uomo ideale non è quello dotato di certe caratteristiche predefinite, ma chi è in grado di farci stare a nostro agio, di farci ridere, di farci sentire accolte e ascoltate e farci stare bene. La persona verso la quale proviamo nello stesso modo voglia di stare bene insieme, di ridere, di accogliere.

Persone diverse in modi diversi lo possono fare. A me può far ridere uno humour black a un altro la battuta alla Zelig, a un altro ancora le battute di Manzoni nei “Promessi Sposi” (eh sì, ci sono).

Ma poi, vi piacciono gli occhi scuri? Sappiate che vi potrete innamorare di un tipo nordico con gli occhi chiarissimi. Non possiamo sapere chi nella vita ci passerà a fianco, chi incroceremo e quando, chi ci farà innamorare. Porsi troppi paletti, disegnare un identikit troppo dettagliato non aiuta. L’unica cosa che aiuta è tenere occhi, mente e cuore aperti.

Lascio con questo testo trovato in rete.

L’amore ti sceglie

Non si può scegliere di chi innamorarsi.
L’amore ti sceglie. Arriva. E basta. E non importa se è il momento giusto oppure no.
Se ha un carattere opposto al tuo, se ha il doppio della tua età o la metà.

Se è l’uomo di un’altra o vive nell’altra metà del mondo.
Se è quello giusto oppure il più sbagliato che ti potesse capitare. Non importa.
L’amore giunge così. Non ti chiede permesso. Non ti chiede nulla. Ti sceglie. Punto.

Basta che l’amore però ci veda un po’ lungo però, perché innamorarsi di uno stronzo, ma anche no. Grazie né.

 

♠ In copertina: “C’era una volta il West”, Sergio Leone, 1968

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