GIOCANDO IN CHAT, SI FLIRTA E SI IMPARA

Quando ero alle medie una tra le cose che amavo più fare era il gioco del “Se fosse…”. Se fosse un cane di che razza sarebbe? Se fosse un colore? Se fosse un fiore? Se fosse un giorno della settimana? Un segno zodiacale?

La mia migliore amica e io passavamo pomeriggi interi a provare a indovinare il personaggio misterioso attraverso le più astruse domande che ci potessero venissero in mente! Nella maggior parte dei casi i personaggi misteriosi erano i nostri compagni di classe maschi. 

No, oggi non sono nostalgica. Sì, oggi voglio parlare di gioco perché giocare è bello, tutti i giorni della propria vita, con amici e pure con sconosciuti.

Giocare con chi si chatta, mentre si chatta? Sì, perché no? 

Qualcuno non sta al gioco? Non riuscite a introdurre una modalità giocosa su una chat? Antenne alzate, miei cari.

Mi spiego meglio. Alcuni dei momenti più interessanti, piacevoli e ‘produttivi’ ai fini della conoscenza li ho vissuti sulle chat giocando con le parole. O meglio giocando con persone che si sono rese disponibili, si sono fatte coinvolgere, e che mi hanno coinvolto.

Ci sono un sacco di giochi che si possono fare, mentre si sta chattando con qualcuno.

SCEGLI L’OPZIONE

Mare o montagna? Inverno o estate? Sinistra, destra oppure dritto? Corriere della Sera oppure Libero? Storia o matematica? Piano terra o attico? Più infinito o meno infinito? Virus o batteri? Si potrebbe andare avanti per ore.

Sapete quante informazioni raccoglierete su una persona attraverso un gioco come questo? Tantissime, basta fare le domande giuste, anche le più pazzerelle ci possano venire in mente ed essere altrettanto pronti a mettersi in gioco nelle risposte. La regola è: una domanda a testa!

IL GIOCO DELLE ASSOCIAZIONI 

Ti dico “Ape” tu cosa pensi? E così via, scivolando di parola in parola, di collegamento in collegamento, di approfondimento in approfondimento. Anche qui la regola è: una parola a testa. All’interlocutore e a noi stessi la voglia di approfondire qualche aspetto interessante o curioso emerso dai collegamenti.

LA DOMANDA SCOMODA

Un po’ come il gioco della verità. Una domanda a testa che possa risultare un po’ scomoda, ovvero mettere un po’ più in gioco del solito il nostro interlocutore e magari (perché no) anche un po’ in difficoltà.

SE FOSSI…

Dai, non posso evitare di citarlo. Perché non provare a descriversi e a farsi conoscere attraverso il gioco del “Se fosse…”, grazie alle domande poste dal proprio interlocutore. Se fossi un albero quale saresti? Se fossi un cantante? Un personaggio disneyano? E via col vento.

Lascio per ultime due esperienze che sono da provare.

IL GIOCO DI RUOLO

Mi è stato suggerito da una amica. Consiste in una sorta di immedesimazione che porta a scrivere insieme un copione fatto di immagini, testi, battute, musiche. Si dà il via creando mentalmente un contesto.

Dove siamo? Chi siamo? Facciamo un viaggio con cena in Provenza? Esploriamo un casolare abbandonato in mezzo a un bosco? Interpretiamo a modo nostro una scena di “Harry ti presento Sally”?

Basta poco per iniziare, una buona dose di creatività per proseguire.

IL GIOCO DELL’ASSURDO

Un gioco libero che trascende la realtà e si tuffa nell’assurdo. Il mio preferito. Non ci sono regole, non c’è un pronti, partenza, via o una fine, ci si casca. E quando ci si casca è come Alice che finisce nel Paese delle Meraviglie. Come entrare in un altro mondo.

Una sola regola (forse): Per scoprire quanto è profonda la tana del bianconiglio, non bisogna parlare della tana del bianconiglio. Si fa, ma non lo si dice, ci si casca, ma non se ne parla, si gioca ma non si esplicita che si sta giocando.

Allora coccole o pistacchi?

Se invece mi chiedi cos’è e come si inizia una conversazione vagabonda e folle, questa conversazione non prenderà mai vita. Si inizia e basta. Innominata e innominabile. 

Per tirare le somme. Cos’è il gioco?

  • Una cartina di tornasole

Ci troviamo di fronte a qualcuno con cui si cade, si inciampa nel gioco con facilità (immediatamente o dopo qualche chiacchiera in libertà)? Ecco, si tratta senza ombra di dubbio di una persona aperta a molteplici stimoli, che ha voglia di scoprire qualcosa di nuovo, che non ha paura di usare le parole, che si mette in gioco.

Ci troviamo di fronte a qualcuno che non riesce a concepire una domanda scomoda, nell’accezione riportata sopra, dopo cinque giorni di chat? Ecco, bè, qualche domandina me la farei. Forse teme che le sue stesse domande scomode gli/le si potrebbero rivoltare contro?

  • Un atto libero

Si entra nel gioco liberamente, si scrivono insieme le regole, se ne esce quando si ritiene esaurito il momento.

  • Un momento rivelatorio

Svela, è una attività che permette di esplorare in modo divertente le proprie personalità, opinioni ed esperienze.

  • Una astrazione

Ci porta su un piano parallelo alle nostre vite, alla stessa conversazione da chat, alle regole banali del vivere quotidiano. È il volare insieme su un piano parallelo, più elevato e intenso.

  • Una esperienza 

Quando si è su una chat, una tra le prime esperienze, seppur virtuale, che si possano vivere insieme. Anche per questo motivo contribuisce a creare una relazione, a gettare le basi perché una conversazione possa avere per noi un valore riconoscibile e peculiare. E così la persona con la quale la intrecciamo.

  • Coccoina 

Proprio per questi motivi il gioco unisce, come la colla. Riuscire a giocare insieme è qualcosa che salda il rapporto tra due persone, che contribuisce a renderlo più ‘reale’ e significativo.

Ma allora, a parte i soliti ciao, piacere, che fai? Di che ti occupi? Che musica ascolti?… Perché non provare a introdurre un po’ di gioco nelle nostre vite e nelle nostre chat?

♠ In copertina: “Il settimo sigillo”, Ingmar Bergman, 1957

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