ROMPERE IL GHIACCIO SU UNA CHAT, ESEMPI DA NON EMULARE!

Come (non) iniziare una conversazione su una chat.

Il profilo sembrava carino. Foto ‘giuste’, descrizione breve, ma azzeccata. L’impressione generale di trovarsi di fronte a una persona con la quale sarebbe stato carino scambiare due parole.

Troppo bello per essere vero?

A volte pare proprio di sì! Ecco cosa si cela a volte dietro i più inaspettati profili. La assoluta incapacità di dare il via a un dialogo positivo, partendo dal positivo.

Probabilmente in alcuni casi sarà stato un problema mio, di lettura sbagliata delle intenzioni. Ma ben più di una volta, mi è capitato di essere un po’ in imbarazzo nel trovarmi a rispondere ad aperture di conversazioni anomale o poco opportune.

ANONIMO TINDERIANO 1 > Buongiorno, come va? Ho due domande per te. Posso?

BETTA > (Ohhhh addirittura lanciato sulle domande. Che di solito faccio io. Ecco qualcuno che prende le briglie della conversazione). Ciao, tutto bene, grazie, tu? Certo, dimmi pure, spara la prima.

ANONIMO TINDERIANO 1 > Ecco, come mai nelle tue foto non sorridi mai? Ha a che fare con la tua passione per gli ossimori: rido ma non lo dimostro?

BETTA > (Wtf. Mi pareva troppo bello. Ma che stai a dì?) Ehm ecco, bè diciamo che non rido, ma qualche sorriso c’è, dai. Poi in generale non amo molto essere fotografata, per cui stare di fronte a un obiettivo non mi provoca grosse risate, ecco.

ANONIMO TINDERIANO 1 > Ah ok. Hai un bello sguardo comunque, sembra sempre che tu voglia dire: sono arrabbiata, statemi alla larga.

BETTA > (Ebbasta con ‘sti messaggi del cavolo). Bello sguardo incazzato potrebbe essere un ossimoro. Mi fa piacere che le uniche due cose che hai notato del mio profilo sono che non rido mai e che ho lo sguardo arrabbiato. Le premesse sono ottime… Naturalmente sono ironica (te lo dico pure, guarda, nel caso non avessi capito…).

ANONIMO TINDERIANO 1 > Ahahhhh bene dai, di dove sei?

BETTA > (Capito una cippa, bene bene.)

Ma non è finita qui. Il mio sguardo di ghiaccio colpisce ancora.

ANONIMO TINDERIANO 2 > Ciao, ma non vedo una tua foto in cui sorridi, come mai?

BETTA > (Mi prendo la briga di rispondere. Ma perché contattarmi mettendomi di fronte alla necessità di giustificare una qualsiasi cosa, partendo dal presupposto che questo non sia positivo o possa sembrare strano). Perché non amo essere fotografata. E poi perché ho un mood malinconico, non particolarmente ridanciano. (Ma perché te lo devo dire? Lo trovo una forzatura, davvero). Credo qui e altrove ci possano essere persone più sorridenti e ridanciane e solari di me (pure più simpatiche). Ecco, contatta loro.

Please, please, please! Aiutatemi a trovare un divertente escamotage per sfuggire alla osservazione sugli occhi di ghiaccio.

Comunque… tornando al punto… il sangue al cervello mi sale, perché? Perché non trovo condivisibile l’atteggiamento di partenza.

Facciamo un esempio: vediamo un ragazzo palestrato, iper-palestrato su Tinder. Hulk tipo. Le foto parlano chiaro. Ci piace, mettiamo un like. Il like è ricambiato. L’evidenza è che sia palestrato e anche qualcosa d’altro, immagino. E’ palestrato e ci piace anche perché, che so, ha scritto che ama sorridere ai cani e che fa volontariato al canile. Magari il fatto che sia iper-palestrato non è il motivo più forte per il quale lo contattiamo.

Vale la pena, chiedo, agganciarlo con un messaggio della serie:

Come mai così grosso?

Oppure:

Solo pesi o anche qualche aiutino (alludendo a un possibile uso di integratori iperproteici)?

Oppure ancora:

Ma non si dice tutto muscoli e niente cervello? Avrà una base di verità questo modo di dire secondo te?

Ma che caspita. Mettiamo avanti altro, qualcosa di positivo, che ci accomuni, che porti l’altro a raccontarsi, a entrare in un mood positivo che assocerà alla chat, e quindi a noi.

Ma gli esempi di come si possa giocare tutto in una manciata di parole si sprecano.

ANONIMO TINDERIANO 3 > Non pensavo funzionasse questa app…

BETTA > (Ah no? C’hai il telefono giocattolo?) No, è tutto finto. Sono un avatar.

ANONIMO TINDERIANO 3 > E per quanti scambi di domande ti hanno programmato?

BETTA > Mi adatto agli stimoli. Avatar 5.0.

ANONIMO TINDERIANO 3 > Che facciamo andiamo avanti così?

BETTA > (E volendo… possiamo anche tagliare proprio).

No, ma lo so che sono tremenda.

Qui sotto invece: troppo malato per stare su una chat.

ANONIMO TINDERIANO 4 > Ciao!

BETTA > Ciao, buonasera!

Passano le ore, i giorni.

ANONIMO TINDERIANO 4 > Scusami, rispondo appena ho lucidità, sono rimasto con la febbre alta.

BETTA > (Febbre alta o febbre gialla? Non sapevo di questa epidemia di febbre che provocava stati deliranti. Vabbè, meglio indagare prima di chiamare la Asl per accertamenti). Oh cavoloooo, mi spiace, Cosa ti è successo, qualche malanno di stagione? (Oppure preda di qualche virus difficilmente estirpabile?)

Passano i giorni, le ore.

Era più grave di quel che immaginassi evidentemente…

Avanti n’altroooo!

P.s. Qualche spunto per avviare una chat?

♠ In copertina: “Nightmare”, Wes Craven, 1984

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